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Favignana

  • Denominazione abitanti: favignanesi.
  • Numero abitanti: 4.137 di cui: 2.057 maschi e 2.080 femmine.
  • Prefisso telefonico: 0923. CAP: 91023.
  • Festa comunale: Santissimo Crocifisso il 14 settembre.
  • Favignana confina con: .

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Comune di Favignana

Mare veduta dall'altoMareMare favignanaIl Castello di S. Caterina

L'isola di Favignana è la più conosciuta delle Egadi dal punto di vista turistico, soprattutto per la facilità di accesso alle calette e dalle spiagge che costellano le sue coste.
Si trova a sud delle Egadi davanti al porto di Levanzo, l'isola maggiore, la regina delle Tonnare, la perla dell'arcipelago, la farfalla sul mare, l'isola dei venti, l'isola delle capre.
Ideale per la famiglia, offre spiagge bianchissime e coste rocciose.
L'isola è formata da una dorsale, chiamata Montagna Grossa, che si estende da nord a sud, ed ai cui lati si aprono due piane, il Bosco ad ovest e la Piana ad est. Il Bosco deve il suo nome ai lecceti che ricoprivano l'area fino al suo disboscamento ad opera degli Aragonesi.
La Piana, invece ricorda un paesaggio lunare per la presenza delle cave di tufo a cielo aperto e di quelle sotterranee. Le cave, un tempo fonte di guadagno per gli abitanti, sono oggi riparo per le colture e la loro presenza evidenzia la natura calcarea dell'isola. In tufo sono le case, piccoli cubi bianchi con porte e finestre in azzurro, costruite secondo il modello arabo, ed in tufo sono le sculture e le statue realizzate da un cavatore con la passione per l'arte, Saro Santamaria, zu Sarino. In paese, la sua casa è riconoscibile per la grande quantità di decorazioni che l'ornano.


Attrazioni

Il porto di Favignana offre allo sguardo la vecchia industria conserviera del pesce, stabilimento della Tonnara Florio, essa fu ricchezza per la popolazione, dal settembre 2003 è in ristrutturazione da parte della Regione Sicilia, notiamo anche la Villa Florio progettata da Giuseppe Damiani Almeyda (1834-1911) residenza estiva dell'antica famiglia, ora proprietà del comune, ospita il Museo del Mare e la sede della Riserva Naturale delle Egadi.

Il centro abitato, dall'aspetto moderno, era un piccolo borgo medievale difeso dal forte San Giacomo, allo stesso livello delle case, e dal forte di Santa Caterina, situato sul punto più alto dell'isola, ora raggiungibile da una scalinata illuminata (veduta panoramica).
Il paesaggio è caratterizzato da muretti a secco che delimitano le varie proprietà e dai numerosi giardini ipogei (antiche cave di tufo) da tempo in disuso, diventate rifugio ideale dai venti, ospitano orti e piante varie, attribuendo un fascino insolito.

Da vedere le grotte marine, raggiungibili brevemente dal porto con le piccole barche dei pescatori, profonde e vecchie cave di tufo (pirrere), dove si notano ancora i segni dei lunghi lavori manuali, adoperate per estrarre i bianchissimi blocchi di tufo (cantuni) per poi prendere il mare a bordo delle imbarcazioni, caricate, grazie ai numerosi scivoli a mare presenti tuttora nella parte orientale dell'isola (la piana).
La maggior parte delle località di interesse paesaggistico sono raggiungibili tramite strade asfaltate fino alla pianura dall'altra parte della Montagna Grossa (colle Santa Caterina), ora raggiungibile attraverso la nuova galleria che comunica la piana a quella occidentale (vosco), zona più selvaggia e fino a qualche anno fa meno costruita ed abitata.

La macchia mediterranea copre vaste estensioni: i cardi, i fichidindia, e le agavi (zabbare), danno al paesaggio un fascino straordinariamente unico.
Da segnalare cala Rossa, cala Azzurra, grotta Perciata, cala Rotonda e la grotta del Bue marino anticamente abitata dalla foca monaca, frequentatrice di questi luoghi prima di essere sterminata.


Feste e sagre

APRILE Sagra della Cassatella.
Maggio-Giugno MATTANZA - Antica pesca del tonno.


Il mare di Favignana

I fondali costieri dell'isola sono principalmente rocciosi, tranne che nella parte meridionale ed orientale della Piana, dov'è possibile riscontrare, sia sulla battigia che in vasti tratti di mare, sabbie provenienti dalla disgregazione delle rocce tufacee.
Partendo dalla Cala Principale, l'insenatura su cui si affaccia il centro abitato di Favignana, il fondale si presenta in massima parte sabbiosa fino a 40 metri di profondità e con scarsa vegetazione tranne che per poche zone dove è presente la Posidonia.
Proseguendo verso nord-ovest fino a Punta Faraglione, i primi metri di fondale sono caratterizzati da un copertura più o meno fitta di popolamenti fotofili su roccia, quali Cystoseira sp., un'alga bruna, Padina pavonica, e Acetabularia acetabulum, a cui segue una vasta fascia caratterizzata dalla presenza di Posidonia su sabbia-roccia. La P. pavonica, volgarmente nota come coda di pavone, è un'alga bruna dal caratteristico tallo a forma di imbuto, così come facilmente riconoscibile è l'ombrellino di mare (A. acetabulum), dal tipico tallo calcificato a forma di ombrello.
A circa 100 metri dalla costa di Punta Faraglione, in Zona B della riserva, si trova la Secca Sciubba con profondità minima 12 metri. Il cappello presenta una rada vegetazione fotofila mentre, più in profondità, i massi sono coperti nella parte superiore da Posidonia e sulle pareti da colonie di Eunicella sp. e spugne (Petrosia ficiformis, Spirastrella cunctatrix).
La fascia di biocenesi fotofile, caratteristica dei primi metri di profondità, è presente anche, in estensione variabile, lungo tutto il perimetro dell'isola, fatta eccezione per la parte sud tra la Punta Longa e Punta Fanfalo che presenta fondali piuttosto bassi e sabbiosi.
Il tratto di fondale che dalla Punta Faraglione giunge fino alla Cala del Pozzo, presenta un substrato di sabbia e roccia, sul quale cresce rigogliosa la Posidonia. Tra le formazioni rocciose e le praterie a Posidonia si possono osservare larghi tratti di sabbia.


Levanzo

Levanzo è la più piccola delle isole (si estende per una superficie di 10 chilometri circa) e la meno conosciuta dal punto di vista turistico anche per la scarsa presenza di strutture recettive. Facilmente raggiungibile da Favignana e da Trapani, da cui dista solo 6 miglia, incanta per le spiagge ancora incontaminate ed i colori del mare che la circonda.
Al tempo dei Romani era conosciuta come Phorbantia, nome poi mutato dagli arabi in Al Yabisah, per l'assenza di sorgenti di acqua dolce, ed infine in Levanzo dai liguri di Levanto.
La piccola isola si estende da Capo Grosso estrema punta a nord, a Punta Pesce, protezione di ponente della Cala Dogana dove sorge il borgo di pescatori, fatto di case basse dalle persiane blu come il colore del mare.
L'isola si presenta particolarmente brulla a causa del disboscamento avvenuto nel corso della sua storia, e la sua costa sono rocciosa è raramente interotta da spiagge. La più vicina al paese si trova nei pressi del Faraglione, sulla costa occidentale.

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